Il contribuente può prendere a carico il coniuge, i figli e anche altri familiari se hanno un reddito minimo. Ecco i requisiti e le detrazioni a cui danno diritto
“Tenere famiglia” conviene, almeno nel momento della dichiarazione dei redditi. Chi con il proprio reddito mantiene il coniuge, i figli o altri familiari ha diritto a detrazioni d’imposta che variano in base alla persona fiscalmente a carico e all’ammontare del reddito stesso. Vediamo nel dettaglio quali familiari possono risultare a carico e a quali condizioni.
Il tetto di reddito
Il primo requisito per essere considerati fiscalmente a carico di un altro familiare è avere un reddito non superiore a 2.840,51 euro. Il reddito si considera al lordo degli oneri deducibili, cioè senza sottrarre le spese (contributi obbligatori, pensioni integrative, donazioni, assegni all’ex coniuge ecc.) che riducono il reddito e determinano la base imponibile su cui si calcola l’Irpef.
I familiari
Se non superano il tetto di reddito sono considerati a carico i seguenti familiari:
• anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:
- il coniuge non separato (né legalmente né di fatto);
- i figli (anche naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dall’età e dall’attività
(studio o lavoro).
• solo se conviventi o se ricevono dal contribuente un assegno alimentare
(rientranti nella voce “Altri familiari”):
- i nipoti e pronipoti (discendenti dei figli),
- i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi),
- i suoceri,
- i generi e le nuore,
- i fratelli (anche unilaterali),
- i nonni (compresi quelli naturali),
- il coniuge separato (sia legalmente che di fatto, cioè in questo caso non convivente).
Le detrazioni
Il calcolo della detrazione spettante per i familiari a carico è piuttosto complesso perché varia in base al reddito del contribuente. In estrema sintesi:
• per il coniuge: la detrazione parte da 800 euro, diminuisce con l’aumentare del reddito e si azzera
quando il reddito supera gli 80mila euro.
• per ciascun figlio la detrazione base è di:
- 900 euro per i figli fino a 3 anni,
- 800 euro per i figli con più di 3 anni.
La detrazione aumenta di :
- 200 euro per ciascun figlio il contribuenti ha più di 3 figli a carico,
- 220 euro per i figli disabili,
La detrazione diminuisce con l’aumentare del reddito e si azzera quando il reddito supera la quota di
95mila euro per ogni figlio.
La detrazione è ripartita di regola al 50% tra i coniugi che però possono decidere di attribuirla al
100% al genitore con il reddito più alto.
• per gli altri familiari: la detrazione parte da 750 euro, e come per il coniuge si azzera quando il
reddito supera gli 80mila euro.
Famiglie numerose: la legge finanziaria per il 2008 ha introdotto una detrazione di 1.200 euro, in aggiunta a tutte quelle già esistenti, per le famiglie con almeno 4 figli, indipendentemente dal livello di reddito del beneficiario.
Tassa rifiuti, Iva rimborsabile
La tariffa rifiuti non deve essere assoggettata a Iva. Si tratta infatti di un’entrata tributaria che, in quanto tale, non può mai costituire il corrispettivo di un servizio reso. Questo è quanto ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza 3756 del 9 marzo scorso, in aperto contrasto con la tesi espressa dal Dipartimento delle politiche fiscali, nella circolare n. 3 del 2010. Con quest’ultimo documento di prassi, le Finanze avevano tentato di bloccare le istanze di rimborso dei contribuenti rilevando la continuità esistente tra la Tia1 (articolo 49, Dlgs 22/1997) e la Tia2 (articolo 238, Dlgs 152/2006). La Tia2 è stata, infatti, dichiarata entrata patrimoniale, soggetta a Iva, con la disposizione interpretativa di cui all’articolo 14, comma 33, Dl 78/2010. Senonché, proprio questa tesi è stata smentita dall’ultima pronuncia della Cassazione. Ne deriva un evidente impulso alla riattivazione delle istanze di rimborso dell’Iva pagata dai cittadini, spesso tenute in sospeso, in forza della suddetta circolare n. 3. Deve peraltro essere chiaro che le procedure di rimborso determineranno un costo che, alla fine, sarà sopportato dal bilancio dello Stato e cioè dalla collettività. L’onere non può invero gravare sui gestori del servizio o sui comuni, poiché tutto è nato da una interpretazione dell’amministrazione finanziaria. La competenza a ricevere le domande è del gestore del servizio, se l’Iva è stata addebitata da questi. A tale scopo, sarà sufficiente verificare se la fattura emessa è intestata al gestore. Nei casi meno diffusi in cui, invece, è stato il Comune a riscuotere l’entrata, con assoggettamento ad Iva, la domanda andrà inoltrata all’ente locale. Prima di presentare le domande occorre tuttavia fare delle verifiche. In primo luogo, è ovvio che nessun rimborso potrà essere richiesto ai Comuni che hanno applicato la Tarsu. In questi casi, poiché l’Iva non è mai stata addebitata, nulla potrà essere preteso in restituzione a tale titolo. In caso di applicazione della tariffa, inoltre, occorre accertare di che tipo di tariffa si tratta. Potrebbe infatti essere accaduto che il Comune, con apposita delibera regolamentare, abbia deciso di istituire la Tia2, in luogo della Tia1 (si veda l’articolo in pagina). In tale eventualità, l’ostacolo è rappresentato dalla sopra citata norma interpretativa, di cui all’articolo 14, Dl 78/2010, che ne ha sancito la natura patrimoniale, in quanto tale da assoggettare ad Iva. Il punto è, però, che in presenza di un’entrata che funziona esattamente come l’omologa entrata tributaria (la Tia1), appare difficile sostenere che il regime giuridico è completamente diverso. A ciò si aggiunga che, per consolidata tradizione dottrinale e giurisprudenziale, per stabilire la natura di un prelievo occorre dare prevalenza non alle espressioni letterali utilizzate dal legislatore ma al modo di funzionamento dello stesso. Si dovrebbe allora presentare al gestore un’istanza di rimborso dell’Iva pagata e quindi adire la magistratura ordinaria, per chiedere in via pregiudiziale l’illegittimità della disposizione di cui all’articolo 14, comma 33, Dl 78/2010, per violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Se la Consulta dovesse accogliere l’eccezione, la Tia2 verrebbe riqualificata come entrata tributaria, rientrando così nella medesima disciplina giuridica della Tia1. Le cose sono, invece, decisamente più semplici nei Comuni che hanno applicato la Tia1. Sarà in questo caso sufficiente presentare un’istanza di rimborso al gestore del servizio pubblico e quindi, in caso di rifiuto, citare lo stesso in giudizio davanti al giudice ordinario. In caso di richiesta di restituzione dell’Iva da parte di un consumatore finale, infatti, si è in presenza di una controversia tra privati, che non origina dall’emissione di un atto impositivo. Ne consegue l’incompetenza delle Commissioni tributarie e la cognizione del giudice ordinario (tra le tante, Cassazione, sentenza 2064 del 2011). Il termine per presentare l’istanza di rimborso dovrebbe essere quello di dieci anni dal pagamento, trattandosi di un indebito oggettivo.
Vi mostro la situazione in Grecia con alcuni scatti
In base alle informazioni ricevute mi sarei dovuto aspettare una città “sporca”, invece devo dire di aver trovato Atene molto pulita, soprattutto se si tiene conto dei suoi 5.000.000di abitanti…
…effettivamente è vero: nelle strade principali molti nogozi hanno chiuso, almeno 1 esercente su 5 ha chiuso….
…questa galleria, in pieno giorno è davvero desolante…..Ci troviamo su una parallela di una strada principale, vivino al Parlamento Greco…
…anche se all’apparenza sembra una città deserta…ho trovato molte persone in giro….
…anche se i giovani molto presenti la sera all’interno dei locali, dicono che è molto evidente che la gente non esce più come prima…
…la città la puoi vivere anche dai piccoli particolari…
…durante la settimana, davanti alle fabbriche, quelle aperte , è facile sentire un megafono che parla ai lavoratori…La città è industrialmente ferma…
…nei vari vicoli della città i negozi sono per lo più chiusi….
….questa è una delle tante manifestazioni davanti al Parlamento, alla Banca centrale ad Atene…sono manifestazioni per lo più organizzate, cioè quelle consentite. Hanno spiegato che da un paio di settimane non ci sono manifestazioni spontanee perchè ritenute molto pericolose. Una “piccola scintilla” può provocare un fuoco ingestibile per la polizia….
..nei cortei, nelle piazze a manifestare ci sono tutti: ragazzi lavoratori, studenti,padri e madri di famiglia…si vedono anche persone prossime alla pensione….
…la loro manifestazione è seria e duratura fanno sapere, vogliono risposte nel loro più completo stato di incertezza…
…anche gli studenti danno il loro appoggio….come in una qualunque città, in una qualunque situzione di disagio sociale…
…la città di Atene continua a vivere grazie al turismo….
…la gente non manca ma il sistema Greco è stato impostato in modo sbagliato….In questo locale , sulla destra, sta mangiando il sindaco di Atene, il quale si ferma gentilmente a spiegare in inglese che l’ultimo anno e mezzo è stato molto difficile. Ha un aspetto provato, quasi rassegnato. Come se gli eventi lo abbiano colpito più del peso della sua stessa carica di primo cittadino. Ha un aspetto comune, da cittadino più che da amministratore eppure con molta umiltà dice che per questa situazione c’è bisogno di tutti: dell’ Europa e dei mercati…ma anche della gente comune…
…ad Atene puoi tranquillamente vedere sfrecciare due persone in moto, senza casco…
..dal 2000 c’è il divieto di fumare nei locali. Puntualmente disatteso in ogni esercizio pubblico…
..In ogni via secondaria ci sono pattuglie da poliziotti, che oltre a passare tranquillamente con il rosso, presidiano le arterie secondarie. Anche con le moto…una presenza molto “evidente”…
…la città vive la propria quotidianità…
…la foto sfuocata testimonia il vivere mediterraneo della città…
….divertente da testimoniare…
Ad un tratto ci si imbatte in una manifestazione con la presenza dei militare in tenuta antisommossa….molto energici e con i nervi a fuor di pelle…le grida attirano la mia attenzione da un paio di vie prima della piazza…
…i manifestanti si muovono….inizia un corteo, forse autorizzato, ma di certo le saracinesche e i negozi chiudono momentaneamente e frettolosamente…
…questo poliziotto si accorge della mia presenza e si avvicinerà verso di me inveendo qualcosa….con il volto rugoso di rabbia…
…se non è capace a gestire il proprio stato d’animo per una foto, non immagino cosa possa succedere davanti a qualche provocazione di un manifestante…e pensare che sono tutti nella stessa barca…
…anche questo poliziotto si accorge del “fotografo non benvenuto” e mi urlerà qualcosa a 5 metri di distanza…facendo sfilare il resto dei militare vestiti in antisommossa…
..con passo deciso e rumoroso, fanno presente del loro passaggio…
…non mi è possibile avvicinarmi ai manifestanti perchè mi tengono d’occhio e la situazione non è delle migliori, loro sono accerchiati dalle forze dell’ordine e io non conosco la lingua…S e di aono costretto a proseguire oltre, anche se l’adrenalina mi dice di rimanerevvicinarmi il più possibile…
….questa è un’altra manifestazione….la foto non lasci in inganno…ci sono molte persone, sono li da tutta la notte… c’è musica…loro decidono di manifestare in questo modo…
…piccola visita al Pantheon per capire che “ogni mondo è paese”: non solo a Pompei puoi trovare scritte di “stupidi” ragazzi che danneggiano la storia…
..non serve dire che proporrei una materia di insegnamento in tutte le scuole del mondo….
..come detto prima la città e i suoi luoghi di turismo si presentano puliti…non a caso…

….mi trovo su una piccola collina, appena uscito dal Pantheon, dove da un lato vedo dei resti archeologici…dall’altro dei resti di civiltà contemporanea!
Per non dimenticare che la Grecia, Atene, è multietnica con sinagoghe, chiese e moschee, il vero mercatino ” delle pulci” salutano una bella e ripetibile esperienza…
Sapete detrarre le spese dei medicinali?
Come tutti sanno, ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono detrarre le spese sanitarie sostenute (anche per i familiari a carico) per l’acquisto dei medicinali, sia di quelli non rimborsabili, sia per il pagamento del ticket di quelli mutuabili.
È possibile detrarre dall’imposta lorda il 19 per cento delle spese mediche e sanitarie, ma solo per la parte delle loro somma che supera la franchigia dei 129,11 euro. Ad esempio, se una persona, nel corso dell’anno ha speso in tutto, per visite mediche e medicinali, 500 euro, dovrà effettuare il seguente calcolo:
spesa detraibile dall’imposta = 19% di (500-129,11) = 19% di 370,89 = 70,47 €
Le persone con handicap possono invece dedurre dal reddito complessivo tutte le spese mediche e sanitarie.
Tra i medicinali detraibili rientrano anche i farmaci omeopatici e fitoterapici, se approvati dall’Aifa, e i dispositivi medici che rientrano nel nomenclatore tariffario delle protesi (Decreto Ministeriale 332/1999), purchè accompagnati da prescrizione medica e scontrino parlante (tipo occhiali da vista, lenti a contatto, apparecchi per aerosol, apparecchi per la pressione, calzature).
Lo scontrino parlante
Per poter detrarre la spesa per l’acquisto di un medicinale, è necessario conservare il relativo scontrino fiscale “parlante” (o fattura), rilasciato dal farmacista. Lo scontrino deve riportare le seguenti informazioni: dicitura “farmaco” o “medicinale”, nome del farmaco, numero delle confezioni acquistate, codice fiscale dell’assistito.
Per facilitare il rilascio di tale scontrino, è opportuno consegnare al farmacista la propria tessera sanitaria, in modo che quest’ultimo possa utilizzarla per ricavarne il codice fiscale. In assenza di tessera sanitaria, è anche possibile comunicare verbalmente il proprio codice fiscale, prima che il farmacista batta lo scontrino.
I farmaci non detraibili
Non tutto quello che si compra in farmacia è detraibile. Rimangono infatti esclusi:
- i cosiddetti “parafarmaci“, cioè i prodotti – come ad esempio i cosmetici – non classificati né come farmaci, né come medicinali e perciò privi del foglietto illustrativo rilasciato dal Ministero della salute;
- gli integratori alimentari, vitamine comprese, anche se prescritti da uno specialista;
- i prodotti per bambini, compreso il latte artificiale.
Come fare
Innanzi tutto è necessario riportare su un unico foglio l’elenco di tutti i medicinali acquistati nel corso dell’anno, in modo da costituire un’autodichiarazione valida ai fini fiscali.
L’autodichiarazione deve essere accompagnata dagli scontrini di tutti i prodotti inclusi, più la fotocopia della prescrizione medica, in tutti i casi in cui quest’ultima era richiesta per l’acquisto. Tali documenti vanno esibiti in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Si consiglia di fotocopiare o scannerizzare entro un anno gli scontrini, perché col tempo si perde l’inchiostro.
E’ imbarazzante dover aspettare un mese così come cita la legge del Municipio, ricordata da alcuni, per consultare dei documenti pubblici. Soprattutto se la lentezza ha lo scopo di far scemare l’attenzione della gente, soprattuto se questi documenti testimoniano il modus operandi della maggiornaza. Grazie all’ amico e consigliere comunale Francesco Venerus, abbiamo potuto verificare i dati!
Nessuno ha potuto smentire le cifre dette sui proiettori e in più, non si capisce come, le determine, cioè le voci che dovevano contraddistinguere queste spese non erano registrate in modo chiaro e identificabile. Strano, vero???
In definitiva, soldi della comunità buttati al vento solo per dimostrare: qui comando io e nessuno mi può dire niente. A Cordenons, tra gli Assessori , nessuno è informato su cosa fa il collega. La questione proiettori è solo una testimonianza di cosa succede tra chi ci amministra. E tutti tacciono.
Amministrano da separati in casa. Un continuo braccio di ferro ” a spese ” nostre.
Questo imbarazzo viene concesso di essere testimoniato dalla minoranza perchè la loro situazione interna è già troppo delicata ma, si spera, che dopo il rimpasto di assessori previsto si calmerà una situazione per loro, e per noi , invivibile.
Il lavoro della minoranza basato sul controllo c’è , ma il lavoro della maggioranza deve essere più intenso senza giocare con le parole per nascondere gli acquisti discutibili.
Ritornando ai “fantami” della Giunta, per quanto riguarda l’acquisto dei proiettori i giochi sono fatti: se prima erano solo congetture, derise dall’Assessore, ora con documenti alla mano sappiamo che in municipio ci sono più Giunte, costituite una per partito dove nessuno sa ne può intervenire sull’altro. Situazione doc per fare ciò che si vuole senza che nessuno capisca cosa stia succedendo. Ma noi siamo vigili e interverremo appena ci sarà reso possibile consultare gli atti pubblici.
Ricordiamo che l’unica timida uscita dell’Assessore Gardonio di qualche mese fa diceva: «Stiamo dando i numeri?? la spesa dei proiettori è considerata tra quelle a disposizione direttamente degli uffici, in quanto si tratta di cifre irrisorie, di spese minori, non passano neppure per il bilancio».
Solo Bugie!! Solo imbarazzanti farneticazioni capite anche da chi non conosce i passaggi burocratici. Ora basta, vogliamo persone competenti, altrimenti al voto!! Lo chiede la gente.
Chiedo anche ai Consiglieri vicini ad Un’altra Regione di vigilare su questo mandato amministrativo dove è palese la situazione del divide et impera. Anche se vi verrà concesso un Assessorato, modificate questa situazione interna. Non lasciate che Cordenons sprofondi nel baratro.
Infine mi sento in dovere rassicurare chi non vuole essere amministrato in questo modo che potrà contare sulla passione e determinazione di giovani pronti a sbranare prima di essere sbranati. Noi ci siamo. Ci manca solo spazio. A quando??
Il Pdl tra palco e realtà (votazioni)
Dalla nascita del pdl nel 2008 ad oggi, si può finalmente constatare un cambio di tendenza con il 1^ Congresso (Provinciale) targato 2012.
Da esponente dell’altro schieramento dove perfino per “andare in bagno” si fanno le primarie con alternanza di genere sperando di non incorrere nelle liste bloccate altrimenti ce la si fa addosso, ogni riferimento ai 4 anni trascorsi prima di vedere una consultazione da parte del Pdl sarebbe scontata. Quindi dico solo benvenuti nella democrazia che parte dalla base. Questo cambiamento fa bene a tutti anche al Citttadino amministrato da realtà di centro-destra.
In politica a prescindere dallo schieramento in questione una cosa sola ha preso forma: le scelte imposte dall’alto non sempre sono le migliori e la base, qualunque essa sia, è capace di esprimersi da sola. E vuole farlo.
Per chi non è addetto ai lavori la giornata di sabato 3 marzo ha solo sancito il coordinatore provinciale, Antonio Consorti e il suo vice Emanuele Loperfido. In una cornice che non rispecchia il proprio elettorato: sala semivuota ma molte persone al voto.
Quindi, partecipo esprimendo il mio consenso con il voto ma anche il mio dissenso non ascoltando i soliti noti.
Molti di noi hanno letto i nomi degli eletti ma non conoscono le anime che compongono il Pdl quindi molto difficile capire come realmente sia andato il Congresso.
In definitiva la votazione ha visto la competizione tra il coordinatore regionale Isidoro Gottardo e il vicepresidente della regione con il presidente della Provincia, Luca e Alessandro Ciriani.
Il risultato finale parla di 30 eletti nel coordinamento provinciale con un sostanziale pareggio: 15 eletti per corrente.
Nello specifico la lista bloccata eletta era composta da: Lucia Brunettin, Elena Coiro, Andrea Favretto, Gabriele Marcuzzo, Markus Maurmair, Loredana Morassutti, Fernando Padelletti, Giuseppe Pedicini, Valentina Pegorer, Francesco Ribetti, Matteo Rizzato, Angioletto Tubaro, Alessio Turcati, Roberto Vallar e Nicola Zille.
Gli eletti al congresso: Marco Bellagamba, Mauro Candido, Dino Carniello, Fabio Celant, Luca Crestan, Benedetto Falcone, Alberto Locatelli, Marina Luccon, Katiuscia Piccolo, Fabio Pillon, Eddis Pivetta, Stefano Raffin, Giorgio Sulis, Paolo Tassan Zanin, Susanna Toffoli.
Dichiarazioni di rito per il neo coordinatore del Pdl, Antonio Consorti :” Abbiamo costruito un congresso unitario, ora si tratta di lavorare perché il momento non è facile,ma la determinazione non ci manca”.
Luca Ciriani fa sapere: “una cosa e’ certa che il Pdl così come è oggi non può durare. Urgono segnali netti e forti da Roma. Le regole invero alquanto discutibili dei congressi del Pdl decise a Roma hanno reso oggettivamente poco Interessante la mattinata di sabato 3 a Cordenons”. “Per la verità i veri congressi si erano svolti prima, in maniera pubblica e anche molto netta. Avevamo parlato e discusso con oltre 500 persone al teatro Concordia a gennaio e indicato la nostra posizione e la nostra proposta politica di un Pdl da ricostruire quasi per intero. Credo che abbiamo riscosso i primi buoni frutti. Rimane molto da fare ma se ognuno fa la sua parte….”. “Il congresso di Cordenons ha visto 1700 persone ovvero il 60% degli iscritti recarsi a votare per la prima volta i propri vertici provinciali. Un record in regione. Una mobilitazione che fa ben sperare. Tanti trentenni tra i nuovi eletti. Mi domando quando potremo partecipare a un congresso per eleggere i vertici regionali e nazionali!”.
Noi possiamo solo dire che i parcheggi erano pieni e la sala semivuota. Anche la loro base comunica un vero disagio.
Chi sarà il primo ad ascoltare il Grande elettore???
Sognando Satyrifolp…
Non so se essere lusingato, ma nel giro di una settimana già tre persone mi hanno detto convintamente che c’era anche la mia firma nel Satyrifolp, il blog satirico che furoreggia a Cordenons in questi giorni. Troppo divertente per essere pensato o addirittura gestito da me, io credo di avere un atteggiamento più moderato e meno fantasioso; penso non sia il caso di mettere la politica a tarallucci e vino. Ritengo che la gente comune, quella ancora interessata alla politica, abbia ancora voglia di essere informata e che dopo una grassa risata non dovrebbe pensare “sono tutti uguali”.
Dopo una attenta analisi ho lasciato che la mia mente prendesse fantasia e ho pensato a Satyrifolp come un “cavallo di troia”. Sempre un purosangue, ma con un obiettivo diverso da quello fatto credere finora. La mano creativa di un nostro amico comune è ormai fuori discussione: ma se l’amico in questione fosse solo l’articolista di una testata diversa da quella che ci vogliono far credere? Ci penserei più di una volta a mettere la faccia se non sapessi la vera natura del contenitore. Nella completa fantasia del momento, mi pongo alcune semplici domande: riuscirei a sostenere e ad alimentare un contenitore – magari di matrice leghista – che almeno momentaneamente, per imprescindibili bizze interne, si prende la libertà di scrivere contro i propri compagni verdi? Cosa succederebbe se poi il blog si accanisse verso di noi del centro-sinistra? Come giustificare questa cosa se fino a poco prima la prendevamo a ridere? Come spiegare che non siamo gli ispiratori, NOI, ma i semplici esecutori finali – gli utilizzatori finali – di un progetto comunicativo non condiviso? Credo che a quel punto ogni componente della coalizione guarderebbe con sospetto l’amico di banco puntando il dito su quella frase scritta o su quell’argomento mal interpretato.
Ma per fortuna svegliato dal mio sogno ritorno nella mia ridente città, fatta di persone serie che amorevolmente amministrano al meglio la comunità tra l’armonia e l’altruismo lasciandosi alle spalle la campagna elettorale e spendendo al meglio i soldi dei contribuenti. Perfino aumentando l’occupazione, tra assessori e posizioni dirigenziali. Forse mi son perso tra sogni e realtà…
L’Italia dei furbetti saluta l’Olimpiade
Dall’era delle Olimpiadi moderne ad oggi, le motivazioni per le quali un Paese voleva organizzare il grande Evento sono cambiate, quindi diviene complicato rispondere: Olimpiadi si, Olimpiadi no. Anche Pierre de Coubertin oggi avrebbe non pochi grattacapi dai politici agli Sponsor, uno per tutti: scandalo Coca Cola delle Olimpiadi Atlanta 1996. Suggerisco una ricerca sulla Rete.
Visto che il passato non ritornerà, soffermiamoci sul perchè una Nazione, una SOLA città oggi vuole organizzare le Olimpiadi estive. Organizzando questo evento si potrà dotare di strutture sportive all’avanguardia servite da mezzi di comunicazione efficienti. Tutti gli Iseffini d’Italia sanno com’è complicato girare una città per cambiare impianti sportivi, anche se noi a Padova, siamo stati fortunati.
La prima domanda che ci poniamo è se conviene realmente concentrare tutte le risorse in una unica città. Pensiamo a come, inevitabilmente, i centri e le associazioni sportive limitrofi all’Evento sarebbero sfavorite una volta finiti i Giochi. Non potranno dare lo stesso servizio che la Città ospitante potrebbe offrire.
Voler organizzare una Olimpiade ha anche lo scopo promozionale, cioè un’occasione unica per far conoscere una città e riuscire a far vedere uno Stato da diverse angolazioni. Forse la cifra non giustifica l’impegno ma il sapore di una Olimpiade è qualcosa di unico, di magico, di divino.
La mia paura più grande è che l’Olimpiade oggi come oggi serva solo per dare in pasto ai costruttori e progettisti le lavorazioni di manutenzione e di costruzione: business. Noi in italia non possiamo negare il fatto che non saremmo in grado di attenerci ai 9.8 miliardi di Euro previsti: riserve, nuovi prezzi, premi di accellerazione, etc.
Parlando alla pancia della gente il mio schifo più grande è vedere la CLASSE POLITICA che per anni ha legiferato male e amministrato peggio che oggi sfoggia lacrime di coccodrillo per televisione. Quando l’unico apporto in un momento di crisi a questo Paese è stato quello di non aumentarsi lo stipendio e non di ridursi lo stipendio.
La delusione più grande è che gli addetti ai lavori sanno che dopo lo scandalo Coca Cola (Atlanta 1996), quando l’Olimpiade doveva andare ad Atene e dopo aver concesso allo spareggio con Roma per un solo dubbiosissimo voto , Atene 2004 , ora sarebbe toccato a noi.
Se per Pierre de Coubertin “l’importante è partecipare”, per la nostra classe politica l’importante è metterci le mani in pasto.
Gli Atleti e tecnici italiani Non professionisti e Professionisti ringraziano la classe Politica che ancora una volta ha dimostrato le proprie capacità.
I Sindacalisti mi invitano a scioperare
Venerdì 3 febbraio a Roma i nostri Sindacalisti Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti si sono riuniti e hanno proclamato unitariamente con una lettera al Presidente del Consiglio, Mario Monti, e ai differenti interlocutori,
UNO SCIOPERO NAZIONALE per Giovedì 1 marzodi 4 ore per tutto il settore dei trasporti così come da Prot. n. 32/SGU/T/ar
Ma perchè di questo sciopero?
“La mobilitazione e lo sciopero – spiegano le tre organizzazioni sindacali di categoria -riguarderà tutte le attività del comparto, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario, dal trasporto aereo a quello marittimo e portuale. Stop anche all’autotrasporto, alla viabilità su strade e autostrade, alla navigazione sui laghi, all’autonoleggio, al soccorso stradale ed alle funivie”. Secondo Filt, Fit e Uilt “lo sciopero mira innanzitutto a recuperare un confronto di merito con il Governo per rispondere efficacemente alla situazione. Il Paese – sottolineano i sindacati – ha l’inderogabile necessità di riprendere a crescere per cui sono improcrastinabili interventi che introducano nei trasporti una logica di integrazione, capace di selezionare gli investimenti ed individuare i modelli di gestione, per un sistema efficace ed efficiente, integrato tra le varie modalità, sostenibile dal punto di vista ambientale e capace di regolare la libera concorrenza in un quadro di regole certe per il lavoro”.
“E’ indispensabile – chiedono infine i sindacati – una politica dei trasporti adeguata alle esigenze di sviluppo e soprattutto che siano corretti interventi sbagliati che aggravano i problemi per i cittadini, per la aziende e per i lavoratori”.
IN DEFINITIVA, il Governo non “cambia passo”, i Sindacati non sono in grado di farsi ascoltare , immagino, presentando giuste soluzioni e alla fine arbitrariamente decidono che devo intervenire io RIMETTERCI SULLO STIPENDIO senza CREARE nessun beneficio per nessuno.
Sindacalisti “ritornate a bordo” , fate il vostro mestiere di mediazione, se non riuscite, riprovate fino a sudare un accordo perchè noi saremo i primi a sapere quando sarà necessario scioperare senza che voi lo decidiate per noi.
Sindaco Ongaro, la miglior difesa è l’attacco
Giovedì sera in Consiglio Comunale hanno eletto i tre REVISORI DEI CONTI. Per logica dovevano essere così ripartiti: uno alla Maggioranza Lega, un’altro nome alla maggioranza Pdl e un terzo alle minoranze Pd+Sinistra+IDV+Liste Civiche.
Vista la situazione a Cordenons c’è stato un ribaltone: segno tangibile che questa maggioranza non esiste e che il nostro Sindaco è sotto scacco dei suoi ex alleati del ballottaggio.
Le Minoranze con 8 voti a disposizione su 25 hanno votato un loro revisore dei conti: Santin.
I dissidenti della Lega, ormai vicini ad UNA ALTRA REGIONE di Del Pup, con Franco Vampa, hanno fatto un accordo con il Pdl per votare un doppio nome: 12 voti su 25 votanti.
Infine in 5, il Sindaco Leghista e i suoi 4 consiglieri fedeli, capito l’inciucio per non bruciare il loro candidato, hanno votato scheda bianca.
Un chiaro sgambetto al Sindaco da parte dalle ex forze alleate con lo scopo di lanciargli un chiaro messaggio: allineati e basta. Ma qual’era il doppio nome da votare tra Pdl e Dissidenti? Renato Della Ragione per il Pdl e SERGIO BOLZONELLO per i Dissidenti.
A questo punto le minoranze hanno due revisori di centro-sinistra e uno solo il centro-destra. Spettacolare.
Personalmente penso che ci sia stato un errore di valutazione da parte del Sindaco Ongaro, perchè Sergio Bolzanello avendo un contenzioso con Cordenons potrebbero sorgere delle incompattibilità e segnalando loro un nome la partita si sarebbe chiusa. Invece ora, qualora si presentasse il problema bisognerebbe votare un nome nuovo, cercando nuove alleanze trasversali.
Maestro e Sindaco Mario Ongaro dai uno schiaffo a chi ti sta usando per interessi personali e mandali a casa. Chiedi una verifica sulla fiducia sul tuo mandato fissando dei paletti ben precisi e poi se non ti ascoltano mandali a casa. La gente non li voterà ancora una volta. Il potere logora le minoranze ma ancor più chi ti usa per governare a Cordenons. Dai uno schiaffo a queste persone prima che ottengano ciò che vogliono per poi sbarazzarsi di te come un oggetto divenuto inutile.





































